Modelli F24 con PagoPA

Pubblicato il 28/01/2026 da Mercurio Service

Testata: Italia Oggi
Data: 14/02/2026
Da definire le regolazioni contabili tra enti


Entrate al lavoro sul provvedimento attuativo del dlgs semplificazioni

Di Francesco Cerisano

I modelli F24 si potranno presto pagare attraverso la piattaforma PagoPa. Il progetto, previsto dal dlgs sulla semplificazione degli adempimenti tributari (dlgs n.1/2024) attuativo della delega fiscale, potrebbe non essere molto lontano dal traguardo come lascia intendere (pur restando generico sui tempi) il recente Piao 2026-2028 dell’Agenzia delle entrate (si veda ItaliaOggi del 5 febbraio) che punta a realizzare “una progressiva integrazione dei servizi dell’Agenzia con quelli di pagamento offerti dalla piattaforma PagoPA, nell’ottica di dare attuazione alle disposizioni introdotte dagli articoli 17 e 18” del dlgs.

Cosa prevedono queste norme?

Si tratta delle due disposizioni che consentono, la prima, l’addebito con scadenze future, in conto dell’F24 (un’opportunità per contribuenti e intermediari che effettuano versamenti ricorrenti, rateizzati e predeterminati di imposte e contributi tramite i servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate) e la seconda, appunto, il pagamento tramite PagoPa delle somme dovute con F24. In primis l’Imu.

Ma se la prima opportunità è stata subito resa operativa da un provvedimento delle Entrate di luglio 2024, la seconda non è ancora realtà per i contribuenti perché manca ancora il provvedimento attuativo a firma del direttore dell’Agenzia delle entrate, Vincenzo Carbone. L’Agenzia ci sta lavorando e, secondo quanto risulta a ItaliaOggi, il provvedimento non sarebbe molto lontano dal varo definitivo, a conclusione di un complesso lavoro di coordinamento che sta coinvolgendo, oltre a PagoPa, anche la Ragioneria dello Stato, il Dipartimento delle finanze, il Dipartimento per la trasformazione digitale e Sogei.

I nodi da sciogliere

I nodi più problematici da sciogliere sono quelli delle regolazioni contabili tra livelli di governo e dei riversamenti che il sistema dell’F24 garantisce praticamente in tempo reale, consentendo per esempio di far affluire direttamente nelle casse dei comuni i pagamenti dell’Imu di spettanza municipale, differenziandoli dagli introiti di competenza statale.

Una distinzione molto importante per l’Imu sugli immobili di categoria D (opifici, alberghi, case di cura, capannoni industriali/commerciali) il cui gettito è riservato allo Stato per la quota calcolata applicando alla base imponibile l’aliquota dello 0,76% e destinato al comune per la parte restante. Non a caso per il versamento vanno utilizzati due diversi codici tributo: 3925 per l’Imu D statale e 3930 per quella comunale.

Il problema che finora ha rallentato la definitiva attuazione della norma (rallentando anche l’entrata a regime della possibilità di pagare l’Imu con PagoPa) è proprio l’individuazione di specifiche tecniche che consentano alla piattaforma di pagamenti, recentemente acquisita dall’Ipzs e da Poste Italiane, di garantire senza intoppi e in tempo reale i flussi contabili oggi assicurati dal modello F24. Informazioni essenziali per la finanza pubblica e in primis per gli enti locali, visto che gli incassi Imu sono quelli su cui poi vengono calcolate le quote del Fondo di solidarietà comunale (Fsc) da ripartire tra i diversi municipi in un’ottica perequativa (chi più incassa più alimenta il fondo a beneficio dei comuni che incassano meno). PagoPa dovrà essere in grado di fare lo stesso.

Ma l’accelerazione impressa in questi ultimi mesi lascia ben sperare.

Le altre semplificazioni allo studio

Un’altra semplificazione che, stando al Piao 2026-2028, l’Agenzia delle Entrate valuterà è quella relativa all’estensione del servizio “@e.bollo” (che consente ai cittadini di pagare online l’imposta dovuta sulle istanze trasmesse alla p.a.) a ulteriori tipologie di atti e provvedimenti indicati nella tariffa annessa al dpr 642/1972.

Articolo tratto da: www.anutel.it