Rottamazione locale a rischio

Pubblicato il 28/01/2026 da Mercurio Service

Testata: Italia Oggi
Data: 03/03/2026
Senza Ader operazione per pochi (mini-enti e grandi città)

Finanze, Viminale, Entrate e Anci al lavoro per uscire dall’impasse. In arrivo il dm su Amco

Di Francesco Cerisano

Da un lato le strettoie della Manovra che escludono l’estensione della definizione agevolata delle entrate locali alle cartelle affidate ad Ader, dall’altro le difficoltà pratiche di un’operazione che senza un ruolo attivo da parte di Agenzia delle entrate Riscossione rischia di non decollare. Con la prospettiva che possa essere appannaggio o di comuni molto piccoli (che devono lavorare un numero esiguo di cartelle ma spesso con un numero di dipendenti altrettanto esiguo) o dei grandi comuni che possono sobbarcarsi i costi (informatici e di personale) di un’operazione molto onerosa e complessa.

Per uscire da questo cortocircuito, Finanze, Viminale, Agenzia delle entrate e Anci hanno avviato un tavolo di lavoro che ormai si sta riunendo con cadenza bisettimanale. Obiettivo: trovare una soluzione a un problema che oltre che tecnico sta diventando politico, viste le pressioni di molte amministrazioni, soprattutto a guida centrodestra, per uscire dall’impasse e coinvolgere Ader nell’operazione. L’Anci, già ai tempi delle interlocuzioni sulla Manovra, aveva predisposto una norma a integrazione della disciplina sulla Rottamazione quinquies.

Una disposizione che puntava a estendere agli enti territoriali la possibilità di comunicare la propria adesione alla Rottamazione statale “con riferimento ai crediti di propria spettanza affidati all’Agenzia delle entrate-Riscossione”. L’adesione sarebbe dovuta arrivare “mediante comunicazione telematica all’Agenzia stessa, previa deliberazione degli organi consiliari o assembleari dell’ente” da inviarsi entro un termine perentorio. I comuni chiedono di ripartire da questa proposta di modifica che risolverebbe il problema di un quadro normativo che oggi esclude sulla carta un’estensione della Rottamazione alle entrate (in primis multe stradali come nel caso del comune di Roma) gestite da Ader.

Ma oltre a cambiare le norme c’è da convincere il concessionario statale preoccupato dei possibili costi dell’operazione.

In arrivo il decreto su Amco. Sarebbe dovuto arrivare entro il 1° marzo e invece avrà ancora bisogno di tempo il decreto Mef che disciplinerà le modalità attuative della riforma della riscossione locale con il debutto di Amco, società partecipata al 99,78% a cui gli enti potranno affidare la riscossione coattiva delle entrate tributarie, delle entrate patrimoniali (canoni per l’occupazione di suolo pubblico, multe stradali, sanzioni edilizie, ambientali, ecc.) e dei crediti già affidati ad Ader, compresi quelli da quest’ultima discaricati.

Il tavolo di lavoro tra Mef, Finanze e Rgs sta mettendo a punto una prima bozza di testo che dovrebbe vedere la luce entro fine mese. Il decreto dovrà stabilire la percentuale di riscossione minima (al momento non ancora definita) al di sotto della quale il passaggio ad Amco sarà obbligatorio per gli enti. E tra i nodi più delicati da sciogliere ci sarà il tema degli affidamenti. La Manovra 2026 infatti prevede che per lo svolgimento delle attività di riscossione coattiva dei crediti affidati dagli enti locali, Amco farà ricorso a uno o più operatori, da individuare mediante procedura competitiva.

Ma quale sarà il livello di coinvolgimento dei comuni nelle gare? I sindaci reclamano più voce in capitolo anche perché, si sa, la riscossione è tema politico caldo. E come sempre saranno loro a metterci la faccia con i cittadini.

Articolo tratto da: www.anutel.it